Peaky Blinders

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In questo mondo dove si deve stare attenti ad ovunque si indirizzi lo sguardo, è sempre meglio affidarsi a chi gira sempre con un paraocchi: Peaky Blinders.

È una serie TV inglese storica, drammatica e di gangster noir iniziata nel 2013, puntate da 55/65 minuti, distributore Netflix, ideatore Steven Knight con protagonista Cillian Murphy (Thomas Shelby) con altri personaggi principali tra  quali Helen McCrory (Polly Gray) e Paul Anderson (Arthur Shelby).


Sai com’è quando tanti ti parlano di una serie e tu non sai se vederla oppure no
. Cadere in quel tranello del ‘sentito dire’ che forse ti farà  perdere tempo, essere totalmente incredulo nel vedere che trame di questo genere facciano successo, attori improbabili divengano così conosciuti, storie senza storia appaiano quel che non sono.

Bene, Peaky Blinders non è una storia senza storia, ma il racconto congeniale di un’ipotetica parte della Storia.

Parte nel 1919, ed è da poco che è terminata la Grande Guerra che ha dato il ritorno in patria e nella propria cittadina, Birmingham, a Thomas Shelby, giovane senza paure e decorato che col suo fare risoluto e un’ottima organizzazione risulta il boss del gruppo delinquenziale della propria famiglia anche non essendo quello di età maggiore, che è Arthur, allenato, forte e ironico prepotente.

Hanno delle sufficienti entrate nel campo delle scommesse, e gli viene dato dal Segretario di Stato il compito del recupero di armi rubate.

Thomas intravede un roseo futuro per il suo gruppo, ma oltre all’attuare questo compito devono risolvere i problemi nelle loro entrata di base: la concorrenza col gruppo di Billy Kimber.

Arthur,Thomas e Polly 

La serie della storia nella Storia; a mio avviso dev’essere questa la brevissima sinossi dell’opera.

Fu Rai Storia a invogliarmi decisamente ad iniziarla, con Paolo Mieli che chiese ad un affermato e non giovane storico quali film da vedere su quel periodo del dopoguerra vissuto in Europa, e lui nominò questa serie sottolineando che fosse il passatempo ideale per gli studiosi.

Cillian Murphy interpreta meravigliosamente questo protagonista che agli occhi dei molti appare emozionalmente indistruttibile, solo ai familiari  e a noi spettatori fa vedere le fosse interiori dovute alla guerra e alle perdite di persone importanti della sua vita.

Paul Anderson è l’ottimo alcolista drogato che non riesce a reggere questi viziacci quanto il fratello minore, ma comunque li gestisce, apparendo ricercatore del sorriso e del potere per proteggere le persone che ama, con quel carattere birichino in fase di crescita.

Helen McCrory nella sua ultima interpretazione prima della drammatica scomparsa dovuta a un brutto male, lascia il segno del suo talento facendoci vivere l’altalenante carattere della zia di questi fratelli intoccabili.

Un ulteriore plauso ai costumi ed alla regia che mantiene vivo l’interesse di questa vicenda che dura diversi anni.

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