Io sono Mia

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Il 20 settembre del 1947 nacque Mia Martini.
Il 20 settembre.
Il 20 settembre del 2012…

Stanotte, o stamattina, erano circa le 4:00, volli iniziare a vedere Io sono Mia.
Mimì, famosa come Mia Martini, è interpretata in maniera sfavillante da Serena Rossi, e la storia biografica di una delle più belle voci femminili italiane, è anch’essa raccontata meravigliosamente.

Serena Rossi

All’inizio si vede Mia che arriva a Sanremo, ed entra nell’Ariston. Dal suo arrivo all’apparizione sul palco per le prove del festival del 1989, Mimì è ripresa solo di spalle, fino a che comincia a cantare.

Sin da giovanissima Mia ha sempre avuto la passione per il canto, sebbene il padre la criticasse parecchio, anche malmenandola; ma lei sentiva il canto.
All’inizio degli anni ‘70 si trasferisce a Roma con la sorella Loredana Bertè (Daje Roncione) cercando strada per far divenire la sua passione un lavoro per vivere, un modo per avere delle entrate economiche.
Insieme a Loredana e in compagnia del loro amico Toni, girano per i locali romani, e mentre si esibisce viene ascoltata e notata da Alberigo Crocetta, produttore discografico e talent scout.
Lui si propone e s’apre la via del successo per il canto che lei già sentiva.

Non era un tipo tenero Mia nelle procedure strutturali della sua arte, e ciò che non le piaceva dei testi, lo diceva senza mezzi toni, e questo sarà un peso per tutti coloro che la seguiranno lavorandoci.
Il suo primo pezzo conosciuto, il suo esordio pubblico importante, lo ha con Padre davvero, e già da qui si nota il suo maggior legame agli affetti rispetto a quello per la popolarità.

L’arte è come l’amore: inspiegabile.

Per me è un artista chiunque fa un qualcosa con immensa passione, e ci si impegna accoratamente, e ne ha piacere, ne gioisce, ne soffre.
L’arte è sofferenza.

Dopo aver raggiunto un gran successo con altre canzoni, tra le quali Minuetto che le scrive il suo amico Franco Califano, Mia, litigando col suo amore il fotografo Andrea, scopre di avere problemi alle corde vocali e deve obbligatoriamente fare un intervento.

Mia Martini

L’arte è sofferenza. Forse ciò che posso scrivere per comprendere se uno è artista, è che innanzitutto deve sentire d’esserlo, in aggiunta, poiché il solo sentirlo potrebbe non essere compreso da tutti, l’artista soffre. Soffre per le incomprensioni di coloro che lo circondano, soffre per non riuscire a fare totalmente ciò che vuole, soffre anche se gli altri lo apprezzano perché percepisce, magari sbagliando, che c’è qualcosa che manca.

Il 20 settembre 2012 feci l’incidente che mi portò al coma e all’invalidità per la frattura doppia e scomposta al femore sinistro.
Sono Tommaso Bucciarelli, il 26 febbraio compito 41 anni e sono uno scrittore.
Soffro, sento. Sono un artista.

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