Cinque minuti

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Era la sera, era la notte
Dapprima l’incerta, ma le stelle son molte

Ero là in piedi, con la serata che era ancora in quel dapprima
Poi sento un richiamo, è il tuo sguardo che s’insinua
M’accarezza ben condito, poiché in esso c’è  il sorriso
Smetti di pedalare la tua bike, e ti fermi in quella panchina dove c’è un certo siamo
M’avvicino con le mie vesti sportive, e mi seggo per incentivare il richiamo
E c’è quella persona strana che passa e che parla da sola, e che fa da amo
Accenno quel brontolio in sorridente affanno, chiedendoti “Chissà che dice?”
Tu riaccendi le tue guance, e le tue parole son come vernice 
Che colorano le mie speranze, che dan vita all’arcobaleno
Poiché quel che è già lo comprendo, ma la certezza non v’è, certo ché no

La certezza fa appassire i fiori, visto che tutti sanno che non mantiene i colori

Tra noi c’è alchimia, c’è quella chimica che scienza non è
Ti lascio il numero, e spero in Whatsapp, ci spero perché
Sento che senti, sento che  sai 
Quel richiamo di prima lo abbiam fatto oramai 
Tu con lo sguardo, io con la speranza
Siamo gli artefici, è questa la danza

La certezza fa appassire i fiori, visto che tutti sanno che non mantiene i colori

Il messaggio m’arriva, l’incontro s’attiva
M’aggiungi ad un tavolo, e io corro, mi presento, e non son più solo
Ché io ci sto bene, ché mi sento le vene
Ché gli altri c’è risa, ché con gli altri c’è intesa

A casa ti porto, sotto la tua ti chiedo “Vuoi vedere la mia?”
Hai tanti freni per prima, e io ti dico “È vicina”
Ridiamo quel tanto, quel tanto che arriva
Arriva il tuo bacio, arriva e combina

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“Cinque minuti” è quel che disto
“Cinque minuti” è quanto stiamo
“Cinque minuti” la vedi e torniamo

5 minuti

 

 

Non sai se è vera la distanza
Non sai se è vero quanto stiamo
Non sai se andiamo e se poi torniamo
Non sai nulla, non hai certezza
Ti guardo negli occhi, sentiamo la brezza

La certezza fa appassire i fiori, visto che tutti sanno che non mantiene i colori

Era la notte, romanticamente la sera
Con me poi venisti, volesti vedere quel ch’era
Che notte che v’era, che notte di sera
Che pelle che avevi, che pelle non sai
Mi piacque assai tanto, mi piacque e lo sai
Quel corpo gentile, quel corpo che sa
Quel corpo gustoso, quel corpo che è là
Dormisti in silenzio, sul fianco eri china
Sembrava non respirassi, sembravi divina
Una divina certezza, che con certezza non collima

 

La certezza fa appassire i fiori, visto che tutti sanno che non mantiene i colori

La colazione fu dolce, assai saporita
Quasi come il tuo corpo, quel corpo che nòbilità
Ci salutammo tranquilli, ma il tuo interno era il contrario
Ed in effetti non ci guardammo più come in quell’orario 
Ed ora il tuo viso, il tuo sguardo è di là
Come il tuo corpo, il tuo corpo che è là
Chi s’aspetta quel che spera, chi s’aspetta quel che sa
Capirà che quel che sa è certezza, e la certezza se non lo sa

La certezza fa appassire i fiori, visto che tutti sanno che non mantiene i colori

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