La Storia Infinita ha

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Ci sono quei giorni in cui i tuoi pensieri costruiscono mondi che abbattono la materia, sogni lievi ad occhi aperti che fuggendo da non sai cosa… ma questa è un’altra storia, meglio raccontarti  de La Storia Infinita.

La Storia Infinita è un film americano, d’avventura e fantastico, della lunghezza di 93 minuti, uscito nel 1984 e girato sotto la regia di Wolfgang Petersen, ripreso dall’omonimo romanzo di Michael Ende, che ha per protagonisti Noah Hathaway (Atreyu) e Barret Oliver (Bastian).
Tra il libro e il film ci sono molte differenze, tanto che l’autore dello scritto Ende, chiese di non far comparire il suo nome nel schermate iniziali e finali, ma non lo ottenne.
Al momento è distribuito da Netflix.

Persi tra le nuvole, ci troviamo poi il viso del piccolo Bastian che si sveglia semi impaurito nel suo letto. Arrivato in cucina, si impegna a prepararsi la colazione, e dopo poco appare il padre che lo aiuta. Bastian è pensieroso, e dice al padre di averla sognata di nuovo, cosicché lui gli chiede di smetterla di vivere nelle sue fantasie, e che la morte della madre non dev’essere una scusa, ma si debbono mantenere o scoprire le proprie responsabilità.

Bastian si dirige a scuola, ed incontra tre ragazzini che cercano di prendergli i soldi, ma dopo aver visto che non ne ha, lo gettano in un bidone, dal quale quando si allontanano esce, e quando lo vedono i tre iniziano ad inseguire la sua fuga.

Bastian si riesce a nascondere in un’antica libreria, nella quale vi è il proprietario che appena lo vede, gli ordina di uscire, riferendogli che non ci sono le code che i bambini di oggi cercano. Bastian gli nomina alcuni dei libri che ha letto, ed il signore sembra apprezzarlo. 

Il giovane chiede al signore quale è il libro che sta leggendo, e lui gli risponde che non è per lui, poiché è una storia diversa. Non è un libro innocuo come quelli che il ragazzino ha letto sinora.

Squilla il telefono ed il signore risponde allontanandosi, e Bastian, incuriosito, prende il libro tra le mani e decide di prenderselo lasciando il biglietto nel quale garantisce che lo riporterà.

Arrivato a scuola, vede che nella sua classe c’è un compito e si nasconde in una soletta, dove inizia a leggere il libro.

Atreyu e il Fortunadrago


La storia si vede nello schermo, e vi un gruppo di entità non umane in una foresta, alle quali si unisce un immenso essere di forma pseudo umana fatto di roccia, che al suo arrivo parla del Nulla che sta dilagando.

Gli altri esseri dicono che loro si stanno incamminano l’Infanta Imperatrice, visto che pensano che solo lei può aiutarli. Arrivati, un uomo dice ai tanti esseri che si erano recati a quel palazzo che l’Imperatrice è malata, e che potrà salvare tutti solo il guerriero Atreyu, che, pronuncia, è in arrivo.

 

Personaggi di Fantàsia

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Premetto che non averne mai letto il libro, ma anche di averlo vissuto come uno dei primi film che vidi al cinema insieme a mia sorella e ai miei genitori. Quanta fantasia! Così tanta che mi contagiò.

Ad oggi, nel rivederlo, comprendo appieno che fu una della basi sulla quale si creò quella parte volante della mia personalità.

Una fuga colpevole dalla razionalità imperante che voleva, e prosegue, a chiudermi gli occhi nei miei sogni che mi concedono di accarezzare le nuvole.

Straordinario. In quest’opera del 1986, quel che rende e che ha fatto successo, non è il compimento degli effetti speciali, seppur vero che per trentacinque anni fa erano di buna fattura, ma le frasi, i messaggi, la correlazione tra le cose e i personaggi ed i richiami a studi introspettivi che, in questa favola di modalità anche leggera, fanno crescere ed accrescono le curiosità tra quello che vediamo fuori, e quello che sentiamo dentro.

Per quello che riguarda gli attori, è un bene che ti riferisca che i due ragazzini protagonisti, anche continuando il mestiere intrapreso in questo film, non hanno fatto fatto un successo di grande impatto, come se questi due personaggi che hanno interpretato, Bastian e Atreyu, fossero i loro ruoli sacri, quelli che hanno fatto parte del loro percorso di vita. Ma aspetto che continuino a stupirmi con altri ruoli, poiché non c’è fine nell’inizio.

Non ho nominato Tamara Stronach, anche se è uno dei personaggi che sono rimasti più in mente a chi ha visto quest’opera; non l’ho fatto perché compare poco. In maniera ammansa, ma poco.

Lei è divenuta poi ballerina e coreografa, ma… questa è un’altra storia.

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