Il traditore

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Avevo sentito parlare di questo film su Tommaso Buscetta da fine aprile, e volli capire di più sulla storia di questo personaggio che nei telegiornali ha accompagnato negativamente la mia infanzia e adolescenza, ed in effetti questi lungometraggio mi ha sorpreso.

Ad invogliarmi ancor di più, oltre al magistrale regista Marco Bellocchio, ci sono stati i due attori ai miei occhi ottimi Pierfrancesco Favino (Tommaso Buscetta) e Luigi Lo Cascio (Salvatore Contorno), in aggiunta nomino Maria Fernanda Candido (Maria Cristina) e Fabrizio Ferracane (Pippo Calò), anche se ce ne sono molti, ma per i ruoli di questo film i più importanti sono loro.

Siamo agli inizi degli anni ‘80 in un a lussuosa villa sul mare, e si vedono i personaggi di spicco delle due forze criminali che dicono di essere una sola famiglia: Cosa Nostra di Palermo e i Corleonesi mafiosi guidati da Totò Riina; questi ultimi spacciano droga e si stanno riconciliando in questa occasione con i primi con i quali erano nati dissapori proprio per questo fatto.

Lo Cascio, Favino e Càndido

Tommaso Buscetta capisce che ci sono pericoli per la durezza e la forza dei Corleonesi, cosicché si trasferisce in Brasile a vivere con la sua moglie estera. Non appena si allontana, Riina fa uccidere parte della famiglia di Buscetta, quelli che fanno attività criminali ovvero i due figli e il fratello. Poi partono e cercano di eliminare anch’egli in America Latina, ma i primi a catturarlo sono le forze dell’ordine brasiliane, che lo arrestano e lo tengono in carcere aspettando vi sia l’estradizione, e con il ritorno in Italia è certa per lui la morte.

Viene contattato per vie traverse dal giudice Giovanni Falcone, che gli offre una possibilità se lui volesse collaborare, ma lui non vuole tradire e tenta il suicidio avvelenandosi nel viaggio del ritorno. Viene salvato, e dopo pochi giorni incontra Falcone, dicendogli che non parlerà mai, ma il giudice lavora bene e lo convince a partecipare al Maxiprocesso nell’aula-bunker di Palermo.

Bene, è importante che ti dica quel che ho vissuto vedendo questo stupendo film che caratterizza i personaggi che hanno criminalizzato l’intero mondo e che, per il volere dei cicli del tempo, continuano ancora adesso a farlo.
I traditori nella realtà dei fatti, sono coloro che sminuiscono il male che ha basi storiche e non contribuiscono al rispetto per il tempo. 

Alesi che interpreta Falcone

“La mafia è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio ed avrà una fine”.

Questo fu quello che disse Falcone; ed il vedere la ricostruzione degli eventuali colloqui con Buscetta, la sua grinta, la determinazione, le sue paure celate per raggiungere un obiettivo da condividere con tutti, mi ha colpito in maniera enorme.

Il rispetto per il tempo. Questo ha eseguito con fierezza il giudice. Ed il momento in cui viaggia sulla strada sulla quale sono passato diverse volte un paio d’anni fa, e sta guidando la macchina poco prima di una curva, con la ripresa effettuata alle sue spalle dall’interno dell’auto, si vive la scena che mi ha sconvolto perché non mi aspettavo la interpretassero così.

Il tempo. Lo rispettò in parte esigua anche il delinquente e imperdonabile Buscetta, perché eseguì degli atti, certo sì doverosi, ma che ebbero bisogno di un gran coraggio. Lui, chiamato da molti il traditore, fu un rispettoso del tempo, poiché diede le basi per la fine di questo fatto umano.

Mi sento di elogiare ancora una volta le eccellenti interpretazioni di Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio.

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